Sorprende anche me stessa la capacità che ho di isolarmi dal mondo circostante anche solo per qualche attimo o per lunghi momenti in cui creo una barriera tra me e il caos della vita, in cui annullo ogni rumore, ogni suono. 

Creo un silenzio assoluto e mi pongo in ascolto……. gli oggetti parlano ora un linguaggio nuovo, si deformano, perdono il significato materiale e concreto, evocano paesaggi surreali, raccontano di luoghi inesplorati, di terre lontane, di scritture mai decifrate.

Ecco.  Posso trasformarmi anch’io.  Una forma, un animale.

Mi sento allora come una formica che percorre bui cunicoli trasportando una briciola pesante, divento poi un rondone e mi libro nell’aria ad osservare minuscole forme terrene indaffarate che trasformo in  piccole geometrie, segni, grafie.

Un pensiero alle terra e un pensiero all’aria, all’acqua. E la carta si increspa a formare piccole colline e la polvere di marmo e la sabbia diventano deserti.  Il blu diventa mare, fiume e scorre tra infiniti verdi. A volte il calore del fuoco si fa largo in un cielo d’oriente costellato da piccoli silenzi d’oro.

Si aprono porte: ed io ancora  mi meraviglio!

Queste visioni, questi mondi caleidoscopici non mi spaventano più, è passato il tempo in cui da bambina mi chiudevo in me stessa  circondata da sogni . Ho catturato nella rete dei miei occhi, nei miei pensieri mostri marini, belve feroci, fiumi in piena, onde gigantesche, con la mia voce li ho addolciti , li ho fatti incontrare nei  pensieri più sereni,  con delicatezza li ho mescolati  perché risplendessero di una nuova spiritualità.

 

Paola Failla